
Chiamatelo esercizio di fanta economia/politica.
Non sono di sinistra. Non sono di destra. Sono uno che osserva, pensa e ragiona molto. E taglio subito sulla vecchia diatriba destra-sinistra: siamo tutti esseri umani, con le proprie esperienze e caratteri. Certo, ci si può dividere per sommi capi in grandi "tendenze" di pensiero, ma ogni questione è quella che è e non si può ragionare sempre alla stessa maniera. Esempio: dobbiamo andare al mare. Si passa per la Pontina o Cristoforo Colombo? Boh. Vediamo com'è il traffico oggi e come ci gira. Se siamo in 4 in macchina è possibile che 2 proporranno una strada e gli altri 2 l'altra, ma la volta successiva si ricomicerà da capo, secondo il traffico e come ci girerà.
Che intendo dire? Che ogni questione è a se, e quindi basta co' sti partiti presi e di volta in volta affrontiamo ogni decisione con cervello, non con l'ideologia.
Bene, si va avanti.
Campagna elettorale appena trascorsa che ha fatto pena, da tutte e due le parti. Ragazzi, non si è discusso praticamente di nessuna reale proposta, di un vero programma politico. I due grossi schieramenti hanno fatto a gara per i colpi bassi e le baggianate. L'importante era apparire.
Avete fatto caso che nelle due settimane precedenti le elezioni
non una sola persona comune è stata intervistata?
Sapete perché? Il messaggio era nascosto ma chiaro: "Non vi preoccupate, ci pensiamo noi a ragionare. Voi state a guardare e fidatevi. Non vi preoccupate. E soprattutto non mettete parola, perché non ne siete all'altezza". Non parlo di F.I. e le sue tv. Il discorso è generale. In
tutti i servizi di qualsiasi tg le persone comuni non apparivano mai. Si inquadrava la massa che camminava o gli studenti fuori della scuola ma nessuno era chiamato a parlare.
Semplice capire perché. Si sono sciorinate cifre e colpe, proclami europei e rimandi storici, ma la verità è una sola. Intervista una persona
qualsiasi, e questa dirà: "Euro? Destra? Sinistra? Direttive europee? Petrolio arabo? Io non capisco nulla. So soltanto che con lo stesso stipendio di 5 anni fa ora riesco a fare pochissimo e non riesco a mettere da parte
nulla".
Nulla. O no?
Ragazzi, confermate?
Perché allora ho titolato che le cose miglioreranno? "Ma hai appena scritto che non è stato presentato nessun reale programma politico".
Osservate. Pensate allo sforzo immane che si è fatto per apparire in tv e quindi, perché così oggi funziona, essere eletti. E ragionate. Perché ammazzarsi tanto per stare su di una poltrona dove sarai più facilmente attaccabile, oltretutto in una economia che non va affatto bene? Ti vuoi immolare come capro espiatorio?
Eh no, non è così.
Ora scriverò alcune cose che probabilmente faranno ridere qualcuno per poi strappargli un "questo è cretino". Liberi, prima però seguitemi.
Quanti messaggi di "forza e coraggio, ce la possiamo fare" sono infilati nei servizi dei tg e negli spot? E non sottovalutate gli spot, non fate questo errore. Gli spot non sono il tentativo di una azienda di farsi notare, ma sono ormai un vero e proprio
veicolo per indirizzare gli spiriti e i pensieri della massa. Come farei a dire ciò? per un solo semplice e logico motivo:
soldi. Uno spot fatto bene, fra testimonial più o meno famosi, regia, locazioni, montaggi, ecc costa diverse decine di migliaia di euro (si arriva tranquillamente anche alle centinaia di migliaia). Trenta secondi su Italia 1 costano tanto,
tanto, TANTO. E chi decide di fare gli spot non è Lapo-bamboccetto, ma un consiglio d'amministrazione strapagato. Il quale non muove nulla se non è arcisicuro che ne valga veramente la pena
. Veramente la pena.
Ora, notato quanti spot su automobili ci sono in giro? Certo, il settore è un po' in crisi e quindi lo spot è necessario per smuovere un po' il piattume. Ma se gli economisti/statisti/psicologi della casa au

tomobilistica dicono che la gente anche volendo non può spendere soldi, la loro parola è legge. E' inutile investire così tanto su di un prodotto che potrebbe diventare ricercatissimo ma impossibile da comprare. Al consiglio d'amministarzione alla fine dell'anno gliene può fregar di meno se ha fatto una macchina super ammirata e avverinistica: quello che guarda il 31 dicembre è il bilancio.
Solo il bilancio.
Mi è capitato di guardare dei servizi sulle ultime sfilate. Gli stilisti, tutti insieme, "finalmente" dopo tanto nero si sono lasciati andare su modelli coloratissimi e azzardati. Non obiettate che Valentino

e Armani sono comperati da gente che non può sentire la crisi più di tanto. Sbagliato, non dimenticatevi di due cose fondamentali: i soldi e i consigli d'amministrazione. Valentino e Armani non sono quei due imbalsamati che siete abituati a vedere. Sono due
imperi economici. Che non possono non tener conto dell'andazzo dei portafogli e che influenzano tutto ciò che è abbigliamento, non solo il vestito da sera della principessa Borghese ma anche la vostra ultima felpina...
E quanti spot sui prestiti facili ci sono? Poche garanzie e rate piccolissime (ma tante) per togliersi qualche sfizio. Il messaggio che si vuol dare alla massa è facilmente estrapolabile: "si è sofferto, si sta ancora un pochino soffrendo ma la vittoria è vicina. E soprattutto, cari tutti, cominciate a investire quel poco che avete. Sbottonatevi un poco e vedrete che
starete meglio".
Ed ecco che la ripresa comincerà. Non per abili mosse riformistiche o politiche, ma grazie agli spot col sorriso. La massa è tanta, e anche solo 10 euro spesi in più a testa diventano un grosso giro di s
oldi. E così per effetto domino ci sarà questa impressione che le cose andranno meglio. Il merito infine sarà dato a chi governerà, anche se effettivamente questo non avrà fatto molto più di chi lo precedeva. Ah, è vero che si sta peggio rispetto a qualche anno fa, ma cellulari e abbigliamento sportivo vanno alla grande. Di soldi ce ne sono ancora tanti, almento quelli che i
nteressano ai consigli d'amministrazione, e quindi ci sono ancora grossi margini psicologici di crescita.
Dove si sta arrivando? Ad un'economia nel quale non ci saranno più poveri totali, del tipo che gravano sulla comunità, ma un
finto benessere globale, nel quale ci sarà tanto da consumare e poco o nulla da mettere da parte, impedendo quindi un reale innalzamento di classe sociale. Infine alla grossa divisione sociale in due blocchi: i veri ricchi che non potranno mai, grazie al
know-how e alle amicizie solidali degli altri "fratelli" magnati, scendere di livello; e la massa, occupata a lavorare e a togliersi quanti più sfizi inutili possibili.
Guardatevi intorno e ditemi se non vi pare che si stia procedendo per questo strada.
Ciao