Colgo l'occasione per avvertire gli amici e conoscenti o finti tali che kikuya fra una settimana chiuderà l'attuale sede.
Ultimamente ho difficoltà a trovare tempo, argomenti e anche voglia per aggiornare il blog. Spero di recuperare...
Come va, come non va, sono finalmente riuscito a vedere un film a lungo rincorso nei mesi scorsi (B, già sai): "Le particelle elementari", tratto dall'omonimo libro di Houellebecq (nome del quale attualmente ancora non conosco la giusta pronuncia).
Film acclamato dai critici e dal pubblico meno "popolare".
Ragazzi, il film è forte.
Devo dire che i trailer sono stati "furbacchiotti", in un'ottica più commerciale. In realtà il film è meno "comico" di quanto sembrasse a uno sguardo distratto del montato promozionale. Sì, risate ne strappa, ma il film è proprio duro.
Però... Però scorre, portandoti per mano lungo un percorso che a volte non capisci dove finisca a parare.
Si raccontano le due storie di due fratellastri con la madre in comune ma il destino, il genio e il carattere completamente opposti. Naturalmente i due fratelli hanno modo di incontrarsi, se non ricordo male tre volte, come a fare il punto della loro situazione momentanea. All’inizio uno lascia i propri studi scientifici gratificanti per rincorrere un sogno, anch'esso scientifico, che aveva abbandonato alcuni anni prima. L'altro è in crisi con la moglie, ha un bambino piccolo rompipallle e un lavoro di insegnante liceale che non lo soddisfa affatto. Si rincontrano per accorrere al capezzale della madre hippy indefessa e morente. E alla fine, in un'ottica distante, il successo di uno compenserà la tragedia dell'altro. Ma il successo non sarà arrogante e schiacciante, all'americana per intenderci, né la tragedia sarà soggettivamente totale.
Su entrambi i modi di essere e di vivere la vita e la (non) sessualità forse c'è lo zampino non leggero della madre, egoista nell'abbandonare i figli ancora piccoli per non smettere di sentirsi giovane. E le figure paterne, del tutto assenti.
Ora, mi rendo conto di aver scritto un bel po' sui risvolti psicologici anziché della trama, rischiando di dare quella impressione del tipo <<mi sa che è un film "bellissimo" che ti farà due palle tremende>>.
No, il film lo consiglio e lo considero veramente bello, nel senso più semplice e meno intellettualistico del termine. Ma ricordatevi che è forte e certamente non è da affittarsi per passare un'oretta e mezzo con gli amici in allegria.
Resta il titolo, sul quale ho dovuto riflettere un po' per trovarne relazioni con lo svolgimento dei fatti. La mia conclusione, totalmente personale, è che forse i due fratelli, tolte le evidenti differenze intellettuali e economiche, causa ed effetto delle diversità caratteriali, sono simili. E quindi lo siamo potenzialmente tutti quanti noi. Come i princìpi genetici che il fratello scienziato studia e genialmente evince.
"Le verità assolute sono come le particelle elementari: non sono ulteriormente divisibili".
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"Radio America" racconta dell'ultima puntata di un programma radiofonico di musica country trasmesso direttamente in un teatro di una città (del
Scusate l'assenza ma... semplicemente non avevo nulla da scrivere.