Come avete fatto durante la mia assenza?
Bene, per ricominciare vi parlo de "Il profumo", il capolavoro di Patrick Süskind, e "Profumo", il coraggioso tentativo di presentare su pellicola una storia unica.
Premessa fondamentale per chi legge: "Il profumo" è il mio libro preferito in assoluto. Perché? Perché è perfetto. Un po' di pazienza e mi spiegherò bene.
Questa storia ha come protagonista una persona incredibile nel suo genere: Jean-Baptiste Grenouille, nato nella maleodorante Parigi (descritta come la città più mefitica dell'Europa ottocentesca) e vissuto costantemente con l'handicap di non avere un odore proprio e per questa ragione con la facoltà di distinguere qualsiasi odore. Qualsiasi.
Un plauso enorme va dato all'autore, capace di descrivere con termini ricercati e precisi odori generalmente ignorati, se non disprezzati, utilizzando aggettivi sempre diversi. Complimenti anche ai traduttori dal tedesco, naturalmente.
Perché considero questo libro perfetto? Perché è geniale nel narrare una storia mai narrata prima, un personaggio totalmente alieno, una non-persona alla quale nessuno ha mai pensato di dare vita. Uno scrittore del fantastico, ad eccezione di Dick e pochi altri, in confronto risulta stupido e infantile con le sue storie di mondi lontani dove però esistono buoni, cattivi, gli alieni sono generalmente antropomorfi e comunicano utilizzando frequenze udibili dal nostro misero apparato uditivo.
No, Grenouille è un non-uomo, un vero alieno. In mezzo a noi.
Una idea geniale portata avanti magistralmente per tutto il libro. Fino alla fine.
Ho sempre pensato che una trasposizione cinematografica non ne sarebbe mai stata fatta. E invece qualcuno ha avuto il coraggio di farla. E devo dire non male.
La fotografia e le scelte scenografiche sono azzeccatissime, le atmosfere visive ricalcano benissimo quelle del libro. Però... Peccato, c'è un "però". E anche bello grande.
Ci sono dei tagli. Penserete: necessari, si sa che un libro non può essere riprodotto perfettamente. Persino "Il signore degli anelli" non è passato indenne ai tagli nonostante 9 ore totali di film. Sì, su questo sono d'accordo. Ma mi ripeto: il libro è perfetto. C'è un climax che non perde mai colpi. La vicenda e la complessità del personaggio e della sua storia crescono costantemente per tutto il libro.
Ora, se non avete ancora visto il film peggio per voi, perché per spiegarmi meglio vi racconterò la fine.
(contnua...)
(... segue)Dopo l'auto esilio nella grotta durante il quale scopre di non avere odori, Jean Baptiste decide di studiare meglio gli odori. E arrivare al PROFUMO, cioè il profumo della vita, dell'uomo.
Taglio nel film: si reca in città e grazie alle sue capacità conquista i nobili. Ma non è soddisfatto. I suoi profumi "umani" sono meravigliosi e risvegliano in chi li annusa buoni sentimenti nei suoi confronti, ma lui sa che ancora è lontano. Lontano dall'odore di quella bambina che anni prima aveva involontariamente ucciso perché totalmente preso dal suo profumo naturale.
E quindi si reca nella capitale dei profumi: Grasse, da dove il film si ricollega.
La ricerca prosegue e JB capisce che ha bisogno della materia prima: profumi buoni, cioè donne.
Ma le donne sono scelte accuratamente, mentre nel montaggio serrato del film sembra che siano prese a caso.
Dopo aver ucciso e carpito l'odore della bellissima ragazza che tanto somigliava nell'odore alla prima bambina, viene scoperto e condannato alla pena capitale ma, nel delirio della folla colma di odio, sparge alcune gocce del PROFUMO. E la gente si intenerisce, si rilassa, si anima di amore, AMA. E si lascia andare ad una passione orgiastica senza precedenti. Tutta la cittadinanza. Solo con poche gocce sparse in aria. JB dovrebbe essere felice, finalmente è amato e accettato come una persona, ma si rende conto che è tutto un artificio. Persino il padre della ragazza, poco prima colmo di odio, lo abbraccia e lo chiama fra le lacrime "figlio mio".
E qui la gente al cinema era chiaro che non stava capendo bene. "Perché fanno così? Perché hanno cambiato così umore? Per poche gocce di profumo?". Naturale, senza le premesse lo spettatore/lettore non può capire quanto sia potente quel profumo. IL PROFUMO.
Esempio che credo tutti capirete perché provato: avete presente quando siete presi dalla passione per la persona amata/desiderata? Parlo di passione forte, penetrante, sessualmente irresistibile. Annusate e stringete con tutte le forze, giusto? E baciate con forza, a tratti mordete pure. Ok, avete assaggiato un poco di quell'odore che con tanta perseveranza Jean Baptiste ricercava. E ha trovato.
Raggiunto il risultato JB è deluso, perché le persone lo hanno amato con tutta l'anima e il corpo, ma solamente grazie al suo profumo.
E così ritorna a Parigi, raggiunge un gruppo di barboni intorno a un fuoco e capisce che non c'è più nulla per lui per il quale debba vivere. Si versa l'intera boccetta addosso. Pensate: se poche gocce hanno mandato in visibilio una folla assassina, cosa potrebbe fare una intera boccetta? I barboni si girano, lo guardano bene e capiscono di trovarsi di fronte a un angelo, a un dio. E lo toccano, lo prendono, lo vogliono per essi. E lo fanno fisicamente proprio. Fino all'ultima goccia...
Perfetto.
-Il titolo corretto, date queste premesse, è "IL profumo", non semplicemente "Profumo" (errore solo italiano).
-La locandina è totalmente inutile.
-Il sottotitolo "Storia di un assassino", presente anche nell'edizione originale, è fuorviante e uno stupido tentativo di accaparrarsi maggior pubblico. Grenouille non è un assassino nel senso canonico del termine. Lui non uccide perché preso da un istinto omicida o per odio o altri sentimenti. Non ha sentimenti. E' una non-persona e come tale studia. Con fervore e dedizione.
Libro perfetto. Film da vedere sicuramente ma purtroppo non pefetto.