lunedì, 19 marzo 2007

L'arte del sogno

Arte del sognoRitorno con un consiglio per gli amanti della settima arte e dei sogni in generale: "L'arte del sogno", ultima fatica del geniale regista francese Michel Gondry.
Per chi non lo conoscesse, è il regista dell'atrettanto geniale "The eternal sunshine of the spotless mind", titolo effetivamente difficile da ricordare e interpretare, purtroppo barbaramente trasformato in italiano in "Se mi lasci ti cancello".
Apro una parentesi, l'ennesima sull'argomento: chi fa queste traduzioni? Lo conoscete? Bene: uccidetelo! Chiusa parentesi.

La storia di un ragazzo metà sudamericano e metà francese (Gael García Bernal, già apprezzato nell'almodovariano "La mala educatiòn") che viene convinto dalla madre a stare un po' a Parigi, nella casa dove viveva con i genitori da bambino. Il tipo è un po' "strano": a volte vive dei veri e popri sogni ad occhi aperti, al punto che in alcuni momenti non riesce a distinguere il sogno dalla realtà e viceversa.
L'incontro con la sua nuova vicina (Charlotte Gainsbourg, apprezzata in "21 grammi") lo stravolgerà ancor di più. Forse positivamente...

Bellissima l'interpretazione del Bernal ma soprattutto geniale la sceneggiatura. Alcune reazioni e "visoni" del protagonista fanno ridere con sincerità.
Vedendolo non potrete negare di avere vissuto anche voi alcune fantasie e comportamenti (uno in particolare verso la fine, e quando lo vedrete capirete a cosa mi riferisco), magari quando eravate più piccoli e meno inibiti con la fantasia.

Bello e unico. 

postato da: fuji alle ore 00:30 | link | commenti (4)
categorie: film
mercoledì, 07 marzo 2007

Pensiamo: di quale automobile abbiamo bisogno? pt.1

Nuova CayenneE' ormai innegabile che le strade, nelle grandi città come Roma e Milano ma anche in proporzione in quelle di provincia, siano decisamente insufficienti.
Questo però non scoraggia i nostri italioti, i quali mettono ancora oggi l'automobile come uno degli acquisti più ambiti ed agognati.
Le aziende produttrici, visti i polli, non si tirano indietro e, nonostante l'evidente collasso che hanno già raggiunto le nostre strade, martellano con pubblicità sempre più banali.
Il messaggio comune di sottofondo di tutte le pubblicità? "La macchina che vi diamo è bella, voi sarete liberi e unici. Voi, sopra tutti". E infatti ecco che tutti si fanno i Suv. Peccato che a Roma non si cammina. Punto.
Non parlo di traffico lento, poco agevole, al limite difficoltoso. No, semplicemente non si cammina. E i Suv in certe strade non ci passano proprio. Però tutti a sognare la Cayenne...

Questa era una premessa, e non una critica (troppo facile, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa), fatta come introduzione a quello che è un mio semplice ragionamento, sperando che vogliate seguirmi  con giusto un poco di elasticità mentale. Azzarderò un po', almeno secondo la realtà attuale. Alla fine ragioneremo un poco insieme.

car Bene, la mia tesi è molto semplice: le automobili che utilizziamo sono vecchie! E non parlo di anzianità di bollo, ma di tecnologia. Sono tutte troppo grandi, eccessivamente pesanti e ingombranti. Non sto qui a parlare di consumi o inquinamento, non voglio che il mio discorso sia bollato da subito come "ecologista" e quindi non ascoltato. I nuovi modelli, così gagliardamente pubblicizzati come il non plus ultra del genio umano, sono allo stato delle cose dei stupidi pachidermi. Non vanno più bene.
In una città come Roma è un dato di fatto, se escludiamo le "oasi" notturne (dalle 2 alle 5), che non si possa andare a più di 50 km all'ora. Ma non per rispetto del codice: perché è impossibile andare più veloci. Eppure il primo dato che compare nelle recensioni è sempre quello: la velocità massima. E poi ti sparano uno spot nel deserto. Ci avete fatto caso? O le nevi del Canada o il deserto del Ghibli oppure le pianure del Panjabi. Ma chi cacchio ci va nel Panjabi con una cacchio di Ford Mondeo!

La media delle persone in auto è di 1,5. Cioè 10 automobili, che occupano quanto 4 pullman, trasportano 15 persone. Da lì l'intuizione e il successo della Smart. Sì, perché sarà anche cara e antipatica a molti, ma si deve dare merito ai suoi produttori che ci hanno preso.
Secondo voi, se invece di mostrarvi splendide famiglie in splendidi deserti (!) con il portabagagli dell'(enorme)auto pieno di giocattoli vi mostrassero un intasamento evitato felicemente e un parcheggio fatto al volo, ma non sarebbe un successo? Peccato che auto così, pur fattibilissime, attualmente non esistano, perché investire in nuovi progetti costa. Quindi meglio servire lo stesso brodo, magari in un piatto più bello e più grande.
Però guardatevi intorno: la trattoria è piena e non sapete dove appoggiare il piatto...

Prossimamente posterò il seguito, intanto ragionateci su e, quando sarete fermi nel traffico (probabilmente già nelle prossime ore), guardate quanto metallo inutile c'è fra voi, le altre persone e la viabilità.
Bòn.

p.s.
L'azzardo vero e proprio lo darò nella seconda parte. Intanto se vi va buttate qualche idea e spunto per (s)ragionare...
postato da: fuji alle ore 18:01 | link | commenti (1)
categorie: pensiamo

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