
A chiudere questo nostro lungo soggiorno a NY abbiamo visto un altro concerto. Un concerto bellissimo:
Mos Def, uno dei più grandi e geniali talenti dell'hip-hop attuale.
Il quale non si è smentito: ha messo su un concerto semplicemente trascinante,
bellissimo. Accompagnato da
un batterista, una semplice sezione fiati (una tromba, un sassofono e un trombone)
e da un tastierista ha sciolto e sparso due ore di musica d'autore.
Non fraintendete la mia persona: io sono un bel caca**i; non ho problemi a criticare un lavoro fatto male e non ho certo l'indole da
groupie, per quanto un artista possa essere grande o famoso. Credetemi se dico che Mos Def ha fatto veramente un
concerto stupendo.
Da semplice direttore guidava i tempi dei fiati mentre rimava o cantava. E come
cantava.
I pezzi presentati erano quasi tutte cover, cosa quasi inimmaginabile nell'hip-hop. Come secondo brano ha coverizzato "Poison" e le parti alte cantate, quelle alla Stewie Wonder per intenderci, se l'è fatte da solo. E che pompa.

A un terzo del concerto ha fatto entrare una corista bravissima e a tre quarti annuncia un amico passato per l'occasione:
Q-Tip.
Ovazione del pubblico. Hanno intonato
"Bonita Applebum" e altri classici. A dire la verità noi ce l'aspetavamo in quanto abbiamo visto passare la macchina del Q poco prima dell'inizio del concerto (che macchina avrà Q-Tip? Si apre il quiz).
Il concerto finisce alla grande, la band esce e naturalmente il pubblico pretende il bis.

Mos e gli altri rientrano con un paio di altri pezzi magici. A quel punto penso: "Certo, ora sarebbe perfetto se entrasse Talib per chiudere in bellezza". E proprio in quel momento sale il
Kweli. Esplosione del pubblico.
Black Star dal vivo sono performanti, perfettamente equilibrati. Chissà se e quando ci regaleranno un'altra perla insieme?
Lascio New York con in mente un concerto che
non scorderò mai.
Grande.