
Per chi si fosse chiesto che fine avessi fatto.
Fra gli innumerevoli impegni che mi stanno accorciando la vita, ce n'è stato uno che mi ha dato molta soddisfazione: ho
musicato in un cd le poesie di un giovane e (a parere di molti)
talentuoso poeta.
Enzo Cagnetti, così si chiama, è infatti dotato di una immediatezza che credo si perda in molti poeti "intellettualoidi", più presi dall'arzigogolio che dall'emozione che la frase giusta può suscitare.
Il tipo, molto simpatico e modesto, ha un passato da cantante e quindi, sentite alcune mie produzioni, mi ha proposto di ampliare la sua idea iniziale di poesie semplicemente accompagnate in qualcosa di (sempre a detta di molti)
unico. La musica si incastra con le parole, quindi scordatevi i pallosissimi pianoforti o violini solisti e la voce bassa ("La balomma...
è sfiata!")

.
Non sono semplici poesie nè classici brani musicali.
La mia soddisfazione è stata quella di aver creato musiche anche molto lontane dal mio genere: mi sono addirittura scontrato con un
7/6 (!), praticamente arabo per uno legato al 4/4. Ormai 3/4 e 6/4 mi fanno ridere

.
Ah, il Cagnetti ha preso, fra i diversi premi e riconoscimenti,
il premio della critica al XXIV "Ulivo d'Oro", premio internazionale di poesia (gli altri due erano una francese e un sudamericano).
Se avete colonne sonore da proporre fatevi pure avanti. Non ve ne pentirete