lunedì, 19 febbraio 2007

3 mesi son passati...

callaghan...e nel frattempo di cose ne son successe.
Casini negli stadi e (udite, udite) conseguente chiusura degli stesi. Effimera. Come già scritto da me in passato, il calcio è un business troppo redditizio, ma avrò modo di parlarne più avanti.
Il PIL finalmente sembra crescere, ma bisognerà aspettare ancora un po' prima di tirare delle conclusioni e poi esultare o bastonare.
E poi i soliti, e ormai quasi indifferenti all'opinione pubblica, scandali su attricette, modelle, politicucci, industrialotti, calciatorucoli...
Sì, ce n'è da scrivere. Per questo ho cambiato il sottotitolo del blog.
Per la mia figura di producer sarà fra poco disponibile un bello spazietto sull'ormai insostituibile myspace.com.
Questo blog me lo tengo come angolino per riflettere un poco, cercando di andare un pochino più in là (a destra o a sinistra) della visione che molti procuratori di paraocchi si impegnano a regalarci.
Se volete degli spunti, piccoli-piccoli, per riflettere insieme e un diverso punto di vista restate sintonizzati.
Ciao
postato da: fuji alle ore 13:32 | link | commenti (2)
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martedì, 07 novembre 2006

Miglioriamo l'Italia: la vera religione di Stato

tifosiChe sappiamo tutti non è altro che il calcio.
Quante belle chiacchere la passata estate. E che culo vincere i mondiali.
Tante belle parole di Rispoliana memoria, tante interviste e tanto rumore... per nulla.
Sì, perché la Juve sarà pure andata in B, ma lo scandalo è stato di proporzioni enormi. O forse non ve ne siete accorti?
Ah, è vero. Gli italiani amano il calcio. Il giuoco calcio. Peccato che qua il calcio non c'entri nulla. It's only business, man.

Moggi piangeva in diretta, Carraro si defilava, i presidenti spariti. I tifosi delle squadre direttamente coinvolte a protestare gridando che non era solo la loro squadra (è così che funziona in Italia, giusto? Tutti colpevoli=nessuno colpevole), mentre gli altri tifosi a sbandierare il tanto atteso "l'abbiamo sempre detto".
Forse è vero che si è sempre saputo e sempre detto, ma non si è fato nulla.
giraudo_moggiRipeto: la Juve in B sarà pure eclatante, ma è ancor più eclatante che non si sia fatto altro di sostanziale. E la mia critica è rivolta ai veri colpevoli: i tifosi.
Sbaglio? Ragazzi, ci sono persone che aspettano giorni per vedere partite che sono costate loro economicamente ed emotivamente un pezzo di vita. E ci sono milioni di giocatori del Totocalcio, Totogoal e quant'altro di fallito ci sia per svoltare un poco.
E' una questione di soldi: le partite truccate sono state un danno diretto proprio verso quei milioni di giocatori del calcio-azzardo più o meno legale. E se una partita nella quale la Juve, la Lazio, la Fiorentina o qualche altra squadra che ha vinto perché aiutata fosse andata nel senso corretto e avesse poi avuto un riscontro monetario sulla schedina di vostro padre, nonno, fratello o cugino del cuore? Non parlo della vostra squadra, ma del vostro conto in banca. Certo, le probabilità sono infinitesimali. Ma se anche quelle poche venissero distorte non vi darebbe un poco fastidio?
MediasetPremiumUna volta (da bambino) tifavo Roma e fino ad ora avrò giocato 3 volte al Totocalcio, però se mi capitasse di giocare e sapessi di aver perso 20.000 euro perché un arbitro è stato compiacente con la Roma, beh andrei a dar fuoco a Trigoria. E all'arbitro.
Volete che il calcio si ripulisca un poco? Non andate allo stadio quando la vostra squadra gioca con una squadra incriminata e non compratene la partita sul digitale terrestre. Certo, soffrirete per una domenica, ma quando ai vertici vedranno due o tre zeri in meno si metteranno non poca paura...
It's all about business, maaan!
postato da: fuji alle ore 16:50 | link | commenti
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lunedì, 25 settembre 2006

Miglioriamo l'Italia: evviva il nostro lotto

lotto_bowlL'altra sera esco da teatro (il Globe, per chi è interessato a saperlo) e leggo una bella pubblicità del lotto proprio accanto alla programmazione del teatro. Sì, perché parte delle entrate delle giocate vanno a finire in investimenti culturali. Una minima parte...
Fantastica la frase che faceva da slogan: "Giocate al lotto per aiutare la cultura". Bello, come dire "se volete che la gente legga di più, aprite una tipografia".
Ora, il lotto è per le casse dello Stato e di chi lo gestisce un grosso business, che fa girare milioni di euro a estrazione e arricchisce pochissime persone comuni, rimpinzando invece molte altre meno comuni.
Bene, ecco la mia proposta, semplice-semplice:
a Roma (prendo la mia città per esempio, ma scegliete voi quella che più vi aggrada) siamo circa 5 miioni, abusivi più o meno censiti. Se ogni persona giocasse un solo euro in una ipotetica riffa si raccoglierebbero 5 milioni di euro. Ok, facciamo che non tutti partecipino e inseriamo i costi (giusti) di gestione del tutto, compresi notai e commessi. Arriviamo a 3 milioni puliti. In premio ci sono tre assegni da un milione di euro. Al giorno. Cioè tre milionari al giorno.
E chi non vince? Peccato, ha perso un euro. In un mese avrà perso 31 euro. Però sapremmo che ci sono 93 milionari in più in giro. Cioè 93 famiglie che possono permettersi una bella casetta, magari un piccolo viaggio e un micro investimento. E qualche risparmio per i momenti difficili, che purtroppo capitano sempre.
Perché in finale un milione di euro, fatte le spese succitate, non sono molto. Però rendono felice e sicura una normale famiglia media. Una qualsiasi delle nostre. Senza considerare l'indotto derivato da persone che possono permettersi per un po' di spendere qualcosina in più.
La mia è certamente una provocazione, ma pensate a questo: 6 o 5+1 o 5 al Superenalotto non lo farete MAI. E sperate di non farlo, perché con 50 milioni di euro la vostra vita sarà un inferno!
Piuttosto, lavorate seriamente e pretendete dei reali cambiamenti riguardo le cose che non vi piacciono, invece di ingoiare e sperare che il prossimo lunedì, mercoledì o sabato riusciate a imboccare quell'unica possibilità su 622.614.630 di fare sei, o magari una su 103.769.105 di fare 5+1. Mentre chi organizza i giochi ride sempre, perché lui ha già vinto...
Buona fortuna
postato da: fuji alle ore 17:53 | link | commenti (2)
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lunedì, 04 settembre 2006

Miglioriamo l'Italia: alcune evasioni fiscali

basso1Leggete fino in fondo, vi farò sorridere un poco...

Inauguro una serie (speriamo sia tale) di post nei quali dal mio umile posticino in piccionaia e dal piccolo delle mie osservazioni, fatte sempre dalla piccionaia, cerco di inventarmi una qualche metodologia che aiuti questa nostra povera nazione a risollevarsi.
Vi direte: e chi sei? E poi ce n'è di gente che già ci pensa o almeno dovrebbe farlo.
Sì, è vero. Le mie congetture però partono da alcuni presupposti importantissimi: chi gestisce il potere ha tanti soldi proprio grazie al potere e non farebbe nulla per cambiare il sistema in quanto la conseguenza più logica del cambiamento sarebbe la perdita di potere, cioè di soldi. Un circolo vizioso.

TUTTI gli schieramenti politici, e sottolineo tutti, in campagna elettorale e prima della Finanziaria utilizzano come numeri da mettere in bilancio le ingenti entrate previste dalla lotta all'evasione fiscale, che ormai sappiamo bene non essere più tanto sommersa.
Peccato che non si concludi mai nulla o molto poco in tal senso. Perché? Per il motivo di cui sopra: i soldi. Chi evade molto è chi ha molto potere, e poi in proporzione via-via che si scende. Non perseguire in modo effettivo gli evasori evita che ci siano proteste e ripercussioni; in più permette che la coscienza di chiunque sia in grado di evadere, cioè chiunque abbia un minimo di autonomia e potere, si sporchi.
Si finisce che chi è colpito per primo è il lavoratore dipendente con regolare e quantificabile busta paga.
In questo modo le famiglie a reddito fisso arrivano a fine mese spesso con il collo tirato, costringendosi per sorridere un minimo a fare assurdi micro-mutuo estinguibili in 84 "comode" rate...
Ah, se pensate che sia uno di quelli che giudica tutti gli imprenditori come degli arraffatori cattivi e ladri siete sulla strada sbagliata: sono anch'io un imprenditore, seppur microscopico, e so cosa voglia dire l'alea del guadagno e il rischio di arrivare a fine mese senza alcuna entrata e l'affitto da pagare.
Che si può fare? Le dichiarazioni dei redditi riportate dal Ministero delle Finanze per l'anno 2004 sono ridicole:
La categoria dei fiorai ha dichiarato in media 10.000 euro, i tassisti 11.000 e i barbieri/parrucchieri 10.500. Non voglio permettermi di puntare il dito contro nessuna categoria o esercente/imprenditore in particolare.
Però... Quante volte vi hanno dato lo scontrino fiscale o la ricevuta fiscale quando siete usciti/e dal barbiere/parrucchiere? Una famiglia di parrucchieri che paga l'affitto di un locale e impiega i suoi tre figli può campare con 10.500 euro l'anno (storia vera)? Sì, facendo MOLTI stenti...
Non è mia intenzione fare i conti in tasca agli altri. Ripeto: conosco la paura di non farcela ad arrivare a fine mese. Ma è lo stesso per un parrucchiere che ha la bottega da 25 anni? Accidenti, ci sono un sacco di parrucchieri che hanno proprio la volontà di ferro  e lo stomaco piccolo-piccolo...

visco_vincenzo4_inf--200x150Qual'è il mio consiglio? Negli Stati Uniti, paese deprecabile per molte cose, sono fiscali (scusate il gioco di parole) sulle tasse. Là tutti (o quasi) dichiarano il giusto ed emettono fatture. Perché quest'ultime sono scaricabili e di conseguenza le persone le pretendono.
Ora, mio padre è un semplice impiegato di banca (impiegato, non mega direttore) con stipendio fisso. Si fa tagliare i capelli per stare bene con se stesso, per vedersi bello allo specchio ma anche perché se non lo facesse lo licenzierebbero o almeno gli romperebbero di brutto le palle. Se per caso decidesse di stare due settimane a casa, nessuno oltre a familiari e amici noterebbe troppo alcune sue dimenticanze estetiche che naturalmente lui non commetterebbe.
Il punto è che i capelli se li deve fare per il proprio piacere ma soprattutto per il lavoro. E scrivo a voi ragazze: quante volte andate a farvi sistemare il colore, le doppie punte o la messa in piega perché al bancone, in ufficio o nella postazione non volete e non potete permettervi di stare conciate male?
Bene, il parrucchiere è logicamente un costo che in parte deve essere scaricato dalle tasse in quanto strettamente collegato all'ambito lavorativo. Forse non il 20% dell'iva, ma almeno la metà. Se ciò fosse possibile, tutti gli stipendiati fissi comincerebbero a chiedere fatture e le casse del fisco sarebbero un po' più in polpa, permettendo a quelle delle persone comuni di respirare un poco.
E i parrucchieri? Non credo chiuderebbero per fallimento...
Fatemi sapere.
postato da: fuji alle ore 00:23 | link | commenti (5)
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Chi sono

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Un punto di vista diverso. Sicuramente onesto... Nel tempo libero sono dottore in Lingue e Civiltà Orientali...


Dicono che il mio blog valga $2,258.16! Ma daaai...
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