
Leggete fino in fondo, vi farò sorridere un poco...
Inauguro una serie (speriamo sia tale) di post nei quali dal mio umile posticino in piccionaia e dal piccolo delle mie osservazioni, fatte sempre dalla piccionaia, cerco di inventarmi una qualche metodologia che aiuti questa nostra povera nazione a
risollevarsi.
Vi direte: e chi sei? E poi ce n'è di gente che già ci pensa o almeno dovrebbe farlo.
Sì, è vero. Le mie congetture però partono da alcuni presupposti importantissimi:
chi gestisce il potere ha tanti soldi proprio grazie al potere e
non farebbe nulla per cambiare il sistema in quanto la conseguenza più logica del cambiamento sarebbe la perdita di potere, cioè di soldi. Un circolo vizioso.
TUTTI gli schieramenti politici, e sottolineo
tutti, in campagna elettorale e prima della Finanziaria utilizzano come numeri da mettere in bilancio le ingenti entrate previste dalla
lotta all'evasione fiscale, che ormai sappiamo bene non essere più tanto sommersa.
Peccato che non si concludi mai nulla o molto poco in tal senso. Perché? Per il motivo di cui sopra:
i soldi. Chi evade molto è chi ha molto potere, e poi in proporzione via-via che si scende. Non perseguire in modo
effettivo gli evasori evita che ci siano proteste e ripercussioni; in più permette che la coscienza di chiunque sia in grado di evadere, cioè chiunque abbia un minimo di autonomia e potere, si sporchi.
Si finisce che chi è colpito per primo è il lavoratore dipendente con regolare e
quantificabile busta paga.
In questo modo
le famiglie a reddito fisso arrivano a fine mese spesso con il collo tirato, costringendosi per sorridere un minimo a fare assurdi micro-mutuo estinguibili in 84 "comode" rate...
Ah, se pensate che sia uno di quelli che giudica tutti gli imprenditori come degli arraffatori cattivi e ladri siete sulla strada sbagliata:
sono anch'io un imprenditore, seppur microscopico, e so cosa voglia dire l'alea del guadagno e il rischio di arrivare a fine mese senza alcuna entrata e l'affitto da pagare.
Che si può fare? Le dichiarazioni dei redditi riportate dal Ministero delle Finanze per l'anno 2004 sono
ridicole:
La categoria dei
fiorai ha dichiarato in media
10.000 euro, i
tassisti 11.000 e i
barbieri/parrucchieri 10.500. Non voglio permettermi di puntare il dito contro nessuna categoria o esercente/imprenditore in particolare.
Però... Quante volte vi hanno dato lo scontrino fiscale o la ricevuta fiscale quando siete usciti/e dal barbiere/parrucchiere? Una famiglia di parrucchieri che paga l'affitto di un locale e impiega i suoi tre figli può campare con 10.500 euro l'anno (storia vera)? Sì, facendo
MOLTI stenti...
Non è mia intenzione fare i conti in tasca agli altri. Ripeto: conosco la paura di non farcela ad arrivare a fine mese. Ma è lo stesso per un parrucchiere che ha la bottega da 25 anni? Accidenti, ci sono un sacco di parrucchieri che hanno proprio la volontà di ferro e lo stomaco piccolo-piccolo...

Qual'è il mio consiglio? Negli Stati Uniti, paese deprecabile per molte cose, sono
fiscali (scusate il gioco di parole) sulle tasse. Là tutti (o quasi) dichiarano il giusto ed
emettono fatture. Perché quest'ultime sono
scaricabili e di conseguenza le persone le pretendono.
Ora, mio padre è un
semplice impiegato di banca (impiegato, non mega direttore) con stipendio fisso.
Si fa tagliare i capelli per stare bene con se stesso, per vedersi bello allo specchio ma anche perché
se non lo facesse lo licenzierebbero o almeno gli romperebbero di brutto le palle. Se per caso decidesse di stare due settimane a casa, nessuno oltre a familiari e amici noterebbe troppo alcune sue dimenticanze estetiche che naturalmente lui non commetterebbe.
Il punto è che
i capelli se li deve fare per il proprio piacere ma
soprattutto per il lavoro. E scrivo a voi ragazze: quante volte andate a farvi sistemare il colore, le doppie punte o la messa in piega perché al bancone, in ufficio o nella postazione non volete e
non potete permettervi di stare conciate male?
Bene, il parrucchiere è logicamente un costo che in parte
deve essere scaricato dalle tasse in quanto
strettamente collegato all'ambito lavorativo. Forse non il 20% dell'iva, ma almeno la metà. Se ciò fosse possibile, tutti gli stipendiati fissi comincerebbero a chiedere fatture e le casse del fisco sarebbero un po' più in polpa, permettendo a quelle delle persone comuni di respirare un poco.
E i parrucchieri? Non credo chiuderebbero per fallimento...
Fatemi sapere.