domenica, 30 aprile 2006

Le cose miglioreranno, ma non grazie a loro

facce_da_culoChiamatelo esercizio di fanta economia/politica.
Non sono di sinistra. Non sono di destra. Sono uno che osserva, pensa e ragiona molto. E taglio subito sulla vecchia diatriba destra-sinistra: siamo tutti esseri umani, con le proprie esperienze e caratteri. Certo, ci si può dividere per sommi capi in grandi "tendenze" di pensiero, ma ogni questione è quella che è e non si può ragionare sempre alla stessa maniera. Esempio: dobbiamo andare al mare. Si passa per la Pontina o Cristoforo Colombo? Boh. Vediamo com'è il traffico oggi e come ci gira. Se siamo in 4 in macchina è possibile che 2 proporranno una strada e gli altri 2 l'altra, ma la volta successiva si ricomicerà da capo, secondo il traffico e come ci girerà.
Che intendo dire? Che ogni questione è a se, e quindi basta co' sti partiti presi e di volta in volta affrontiamo ogni decisione con cervello, non con l'ideologia.
Bene, si va avanti.

Campagna elettorale appena trascorsa che ha fatto pena, da tutte e due le parti. Ragazzi, non si è discusso praticamente di nessuna reale proposta, di un vero programma politico. I due grossi schieramenti hanno fatto a gara per i colpi bassi e le baggianate. L'importante era apparire.
Avete fatto caso che nelle due settimane precedenti le elezioni non una sola persona comune è stata intervistata?
Sapete perché? Il messaggio era nascosto ma chiaro: "Non vi preoccupate, ci pensiamo noi a ragionare. Voi state a guardare e fidatevi. Non vi preoccupate. E soprattutto non mettete parola, perché non ne siete all'altezza". Non parlo di F.I. e le sue tv. Il discorso è generale. In tutti i servizi di qualsiasi tg le persone comuni non apparivano mai. Si inquadrava la massa che camminava o gli studenti fuori della scuola ma nessuno era chiamato a parlare.
Semplice capire perché. Si sono sciorinate cifre e colpe, proclami europei e rimandi storici, ma la verità è una sola. Intervista una persona qualsiasi, e questa dirà: "Euro? Destra? Sinistra? Direttive europee? Petrolio arabo? Io non capisco nulla. So soltanto che con lo stesso stipendio di 5 anni fa ora riesco a fare pochissimo e non riesco a mettere da parte nulla". Nulla. O no?
Ragazzi, confermate?

Perché allora ho titolato che le cose miglioreranno? "Ma hai appena scritto che non è stato presentato nessun reale programma politico".
Osservate. Pensate allo sforzo immane che si è fatto per apparire in tv e quindi, perché così oggi funziona, essere eletti. E ragionate. Perché ammazzarsi tanto per stare su di una poltrona dove sarai più facilmente attaccabile, oltretutto in una economia che non va affatto bene? Ti vuoi immolare come capro espiatorio?
Eh no, non è così.

Ora scriverò alcune cose che probabilmente faranno ridere qualcuno per poi strappargli un "questo è cretino". Liberi, prima però seguitemi.
Quanti messaggi di "forza e coraggio, ce la possiamo fare" sono infilati nei servizi dei tg e negli spot? E non sottovalutate gli spot, non fate questo errore. Gli spot non sono il tentativo di una azienda di farsi notare, ma sono ormai un vero e proprio veicolo per indirizzare gli spiriti e i pensieri della massa. Come farei a dire ciò? per un solo semplice e logico motivo: soldi. Uno spot fatto bene, fra testimonial più o meno famosi, regia, locazioni, montaggi, ecc costa diverse decine di migliaia di euro (si arriva tranquillamente anche alle centinaia di migliaia). Trenta secondi su Italia 1 costano tanto, tanto, TANTO. E chi decide di fare gli spot non è Lapo-bamboccetto, ma un consiglio d'amministrazione strapagato. Il quale non muove nulla se non è arcisicuro che ne valga veramente la pena. Veramente la pena.
Ora, notato quanti spot su automobili ci sono in giro? Certo, il settore è un po' in crisi e quindi lo spot è necessario per smuovere un po' il piattume. Ma se gli economisti/statisti/psicologi della casa auAUTOtomobilistica dicono che la gente anche volendo non può spendere soldi, la loro parola è legge. E' inutile investire così tanto su di un prodotto che potrebbe diventare ricercatissimo ma impossibile da comprare. Al consiglio d'amministarzione alla fine dell'anno gliene può fregar di meno se ha fatto una macchina super ammirata e avverinistica: quello che guarda il 31 dicembre è il bilancio. Solo il bilancio.

Mi è capitato di guardare dei servizi sulle ultime sfilate. Gli stilisti, tutti insieme, "finalmente" dopo tanto nero si sono lasciati andare su modelli coloratissimi e azzardati. Non obiettate che Valentino valentino-1be Armani sono comperati da gente che non può sentire la crisi più di tanto. Sbagliato, non dimenticatevi di due cose fondamentali: i soldi e i consigli d'amministrazione. Valentino e Armani non sono quei due imbalsamati che siete abituati a vedere. Sono due imperi economici. Che non possono non tener conto dell'andazzo dei portafogli e che influenzano tutto ciò che è abbigliamento, non solo il vestito da sera della principessa Borghese ma anche la vostra ultima felpina...

E quanti spot sui prestiti facili ci sono? Poche garanzie e rate piccolissime (ma tante) per togliersi qualche sfizio. Il messaggio che si vuol dare alla massa è facilmente estrapolabile: "si è sofferto, si sta ancora un pochino soffrendo ma la vittoria è vicina. E soprattutto, cari tutti, cominciate a investire quel poco che avete. Sbottonatevi un poco e vedrete che starete meglio".
Ed ecco che la ripresa comincerà. Non per abili mosse riformistiche o politiche, ma grazie agli spot col sorriso. La massa è tanta, e anche solo 10 euro spesi in più a testa diventano un grosso giro di soldi. E così per effetto domino ci sarà questa impressione che le cose andranno meglio. Il merito infine sarà dato a chi governerà, anche se effettivamente questo non avrà fatto molto più di chi lo precedeva. Ah, è vero che si sta peggio rispetto a qualche anno fa, ma cellulari e abbigliamento sportivo vanno alla grande. Di soldi ce ne sono ancora tanti, almento quelli che interessano ai consigli d'amministrazione, e quindi ci sono ancora grossi margini psicologici di crescita.
happy_familyDove si sta arrivando? Ad un'economia nel quale non ci saranno più poveri totali, del tipo che gravano sulla comunità, ma un finto benessere globale, nel quale ci sarà tanto da consumare e poco o nulla da mettere da parte, impedendo quindi un reale innalzamento di classe sociale. Infine alla grossa divisione sociale in due blocchi: i veri ricchi che non potranno mai, grazie al know-how e alle amicizie solidali degli altri "fratelli" magnati, scendere di livello; e la massa, occupata a lavorare e a togliersi quanti più sfizi inutili possibili.

Guardatevi intorno e ditemi se non vi pare che si stia procedendo per questo strada.

Ciao
postato da: fuji alle ore 20:16 | link | commenti (2)
categorie: fantapolitica
venerdì, 24 marzo 2006

Chiare elezioni?

AdjaraElectionsBoxDi solito odio farlo, ma questa volta non posso farne a meno: prendo una notizia (inquietante) da un'altra fonte e la riporto direttamente incollandola, in quanto credo che qualsiasi mia rielaborazione in questo caso apparirebbe come un "manovrare le parole" per scopi personali (in verità il primo che lo penserebbe sarebbe quello che più probabilmente lo farebbe veramente...). La fonte è il blog di Beppe Grillo.
L'argomento tocca tutti noi (anche chi non ne sarà direttamente interessato) da qui a un paio di settimane:

<< Il “Diario” di Enrico Deaglio è uscito oggi con un numero dedicato a possibili brogli elettorali dovuti allo scrutinio elettronico che sarà utilizzato per la prima volta in Italia nelle elezioni politiche grazie al decreto legge del 3 gennaio 2006.
Le regioni interessate sono quattro: Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, per un totale di 12.680 sezioni e undici milioni di elettori.
Lo scrutinio elettronico prevede che un operatore inserisca i dati su un computer in ogni sezione, i dati vengano copiati su una chiavetta usb, le chiavi siano inserite in un computer che le invia quindi al Ministero dell'Interno.
Questa operazione, non necessaria e non richiesta da nessuno, costa 34 milioni di euro, è stata assegnata a trattativa privata per motivi di urgenza, “stante il brevissimo lasso di tempo disponibile” secondo Stanca, è stata vinta, tra le altre aziende, da Accenture, EDS e Telecom Italia.
Deaglio fa notare che il figlio del ministro dell'Interno Pisanu è partner in Accenture e che EDS è la società coinvolta nei presunti brogli elettorali in Florida nell’elezione di Bush.
Deaglio aggiunge che in caso di contestazioni ci vorrebbero mesi per confrontare il voto cartaceo con quello elettronico.
Mesi di instabilità assoluta e con un Presidente della Repubblica in uscita.

L’applicazione informatica usata per lo scrutinio elettronico è inoltre oggetto di contestazione da parte della Ales, un'azienda italiana che ne rivendica la paternità che a suo avviso le sarebbe stata sottratta dalla EDS.>>

Meditiamo...
postato da: fuji alle ore 19:34 | link | commenti (3)
categorie: fantapolitica
martedì, 17 gennaio 2006

Quante automobili vuoi?

sfasciacarrozzeVi sarete certamente accorti che negli ultimi due anni le pubblicità che riguardano automobili sono aumentate a dismisura. L'italiano medio si sa che è notevolmente attratto da quello che in fin dei conti non è altro che un mezzo di trasporto (io devo andare da qui a lì. E basta), anche alquanto costoso, ecologicamente disastroso ed economicamente un fallimento (dal primo giorno che comprate l'auto, questa comincia a svalutarsi. E non vi restituirà mai i soldi che avete investito in essa, a meno che non facciate i tassisti o gli autisti a noleggio).

Eppure le pubblicizzano sempre di più. Sì, gli affari ultimamente non vanno benissimo e quindi occorre incentivare le vendite. Ma tutto ciò servirà veramente a vendere qualche migliaio di auto in più all'anno?

La butto lì: ormai è chiaro che la civiltà del petrolio è in declino. Le risorse cominciano a finire, o meglio, di giacimenti nascosti ce ne sono ancora moltissimi, ma la domanda comincia ad essere pressante. Toppa. La Cina, ragazzi. E l'India. Solo queste due nazioni rappresentano quasi la metà della popolazione globale. L'impatto del continuato utilizzo di petrolio da una tale moltitudine di persone si sta già facendo sentire. Bisona cercare fonti nuove e prima poi si sarà obbligati a cambiare il nostro sistema di vita e consumo. E automobile.

E quindi? Io, nel mio piccolo, ho capito che in un futuro molto vicino la produzione di auto dovrà smettere o cambiare radicalemente. E questo prima che la vostra nuova auto sia da buttare. E allora? Beh, io credo che alcune persone, che ne sanno più di me e vedono per forza di cose più lontano del sottoscritto, vogliano che noi esauriamo tutte le scorte di auto. Vogliono far soldi in vista dei tempi di magra e per investirli per fare i nuovi mezzi di trasporto che saremo obbligati ad usare.

Concludendo: secondo la mia modesta opinione, da qui a qualche anno (10, 15?) ci diranno che le auto con tot cilindrata saranno fuori legge. E poi quelle con cilindrata più piccola. E poi le utilitarissime. E poi tutto quello che va a benzina. Se tutto ciò è auspicabile che accada il prima possibile (stiamo soffocando nello smog), quel che non è giusto è la truffa che ci stanno facendo. Quale truffa? Spingerci a comprare un mezzo che già sanno sarà fuori legge prima che potremo finire di pagare il salatissimo mutuo acceso per comprarlo...

Meditate gente, meditate...

postato da: fuji alle ore 18:27 | link | commenti (1)
categorie: fantapolitica

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