Per i miei pazienti amici e quei 25 lettori di manzoniana memoria che periodicamante visitano questo umile blog: scusate la pausa (forzata).
A proposito della multiglobalità, vi posto un raccontino che ho scritto l'anno scorso dopo una visita ad una delle invenzioni più geniali e contemporaneamente più omologanti degli ultimi 20 (?) anni: l'IKea. Quanti di voi non si sono fatti prendere dalla sindrome del mancato architetto una volta entrati? Ebbene sì, anche io per un paio di volte ci sono cascato. Poi ho realizzato che non è massello tutto quello che è duro. E quando ho cominciato a sentirmi circondato (fra amici e conoscenti vari) dal mondo del laminato svedese di produzione russo-cino-indiana... beh, qualche sospetto sul fatto che anche questa volta siamo un po' presi per il culo (ma non troppo e sicuramente con grande stile, ops! design) mi è venuto.
Chi mi conosce sa che ho sfruttato anch'io i prezzi accessibili della casa svedese, quindi non è che possa fare troppo lo snob. Solo una cosa ragazzi: usate la testa e reinventate, 'ché mi sono stufato di mangiare sempre negli stessi piatti ogni volta che vado a trovare qualcuno... 