domenica, 22 ottobre 2006

"Il profumo" e "Profumo", pt. 1

profumo_01

Come avete fatto durante la mia assenza?

Bene, per ricominciare vi parlo de "Il profumo", il capolavoro di Patrick Süskind, e "Profumo", il coraggioso tentativo di presentare su pellicola una storia unica.
Premessa fondamentale per chi legge: "Il profumo" è il mio libro preferito in assoluto. Perché? Perché è perfetto. Un po' di pazienza e mi spiegherò bene.

Questa storia ha come protagonista una persona incredibile nel suo genere: Jean-Baptiste Grenouille, nato nella maleodorante Parigi (descritta come la città più mefitica dell'Europa ottocentesca) e vissuto costantemente con l'handicap di non avere un odore proprio e per questa ragione con la facoltà di distinguere qualsiasi odore. Qualsiasi.
Un plauso enorme va dato all'autore, capace di descrivere con termini ricercati e precisi odori generalmente ignorati, se non disprezzati, utilizzando aggettivi sempre diversi. Complimenti anche ai traduttori dal tedesco, naturalmente.

Perché considero questo libro perfetto? Perché è geniale nel narrare una storia mai narrata prima, un personaggio totalmente alieno, una non-persona alla quale nessuno ha mai pensato di dare vita. Uno scrittore del fantastico, ad eccezione di Dick e pochi altri, in confronto risulta stupido e infantile con le sue storie di mondi lontani dove però esistono buoni, cattivi, gli alieni sono generalmente antropomorfi e comunicano utilizzando frequenze udibili dal nostro misero apparato uditivo.
No, Grenouille è un non-uomo, un vero alieno. In mezzo a noi.
Una idea geniale portata avanti magistralmente per tutto il libro. Fino alla fine.

Ho sempre pensato che una trasposizione cinematografica non ne sarebbe mai stata fatta. E invece qualcuno ha avuto il coraggio di farla. E devo dire non male.
La fotografia e le scelte scenografiche sono azzeccatissime, le atmosfere visive ricalcano benissimo quelle del libro. Però... Peccato, c'è un "però". E anche bello grande.

Ci sono dei tagli. Penserete: necessari, si sa che un libro non può essere riprodotto perfettamente. Persino "Il signore degli anelli" non è passato indenne ai tagli nonostante 9 ore totali di film. Sì, su questo sono d'accordo. Ma mi ripeto: il libro è perfetto. C'è un climax che non perde mai colpi. La vicenda e la complessità del personaggio e della sua storia crescono costantemente per tutto il libro.

Ora, se non avete ancora visto il film peggio per voi, perché per spiegarmi meglio vi racconterò la fine.
(contnua...)

postato da: fuji alle ore 17:43 | link | commenti (3)
categorie: libri, film

"Il profumo" e "Profumo", pt.2

profumo_locandina(... segue)

Dopo l'auto esilio nella grotta durante il quale scopre di non avere odori, Jean Baptiste decide di studiare meglio gli odori. E arrivare al PROFUMO, cioè il profumo della vita, dell'uomo.
Taglio nel film: si reca in città e grazie alle sue capacità conquista i nobili. Ma non è soddisfatto. I suoi profumi "umani" sono meravigliosi e risvegliano in chi li annusa buoni sentimenti nei suoi confronti, ma lui sa che ancora è lontano. Lontano dall'odore di quella bambina che anni prima aveva involontariamente ucciso perché totalmente preso dal suo profumo naturale.
E quindi si reca nella capitale dei profumi: Grasse, da dove il film si ricollega.
La ricerca prosegue e JB capisce che ha bisogno della materia prima: profumi buoni, cioè donne.
Ma le donne sono scelte accuratamente, mentre nel montaggio serrato del film sembra che siano prese a caso.
Dopo aver ucciso e carpito l'odore della bellissima ragazza che tanto somigliava nell'odore alla prima bambina, viene scoperto e condannato alla pena capitale ma, nel delirio della folla colma di odio, sparge alcune gocce del PROFUMO. E la gente si intenerisce, si rilassa, si anima di amore, AMA. E si lascia andare ad una passione orgiastica senza precedenti. Tutta la cittadinanza. Solo con poche gocce sparse in aria. JB dovrebbe essere felice, finalmente è amato e accettato come una persona, ma si rende conto che è tutto un artificio. Persino il padre della ragazza, poco prima colmo di odio, lo abbraccia e lo chiama fra le lacrime "figlio mio".

E qui la gente al cinema era chiaro che non stava capendo bene. "Perché fanno così? Perché hanno cambiato così umore? Per poche gocce di profumo?". Naturale, senza le premesse lo spettatore/lettore non può capire quanto sia potente quel profumo. IL PROFUMO.

Esempio che credo tutti capirete perché provato: avete presente quando siete presi dalla passione per la persona amata/desiderata? Parlo di passione forte, penetrante, sessualmente irresistibile. Annusate e stringete con tutte le forze, giusto? E baciate con forza, a tratti mordete pure. Ok, avete assaggiato un poco di quell'odore che con tanta perseveranza Jean Baptiste ricercava. E ha trovato.

Raggiunto il risultato JB è deluso, perché le persone lo hanno amato con tutta l'anima e il corpo, ma solamente grazie al suo profumo.
E così ritorna a Parigi, raggiunge un gruppo di barboni intorno a un fuoco e capisce che non c'è più nulla per lui per il quale debba vivere. Si versa l'intera boccetta addosso. Pensate: se poche gocce hanno mandato in visibilio una folla assassina, cosa potrebbe fare una intera boccetta? I barboni si girano, lo guardano bene e capiscono di trovarsi di fronte a un angelo, a un dio. E lo toccano, lo prendono, lo vogliono per essi. E lo fanno fisicamente proprio. Fino all'ultima goccia...

Perfetto.

Tre errori nella distribuzione:
-Il titolo corretto, date queste premesse, è "IL profumo", non semplicemente "Profumo" (errore solo italiano).
-La locandina è totalmente inutile.
-Il sottotitolo "Storia di un assassino", presente anche nell'edizione originale, è fuorviante e uno stupido tentativo di accaparrarsi maggior pubblico. Grenouille non è un assassino nel senso canonico del termine. Lui non uccide perché preso da un istinto omicida o per odio o altri sentimenti. Non ha sentimenti. E' una non-persona e come tale studia. Con fervore e dedizione.

Libro perfetto. Film da vedere sicuramente ma purtroppo non pefetto.

postato da: fuji alle ore 17:37 | link | commenti
categorie: libri, film
giovedì, 12 gennaio 2006

L'orda

LScusate il post lungo. Se avrete pazienza di leggerlo tutto forse saprete qualcosina (ina-ina) in più.

Uscito nell'ottobre del 2002 per la Rizzoli, "L'orda" di Gian Antonio Stella è un saggio che consiglio vivamente a tutti coloro che sono o cecano di essere un po' più aperti a capire certe questioni difficili da trattare, soprattutto quando entra fortissimamente in gioco l'istinto primario di protezione del proprio territorio e la diffidenza verso il nuovo aka il diverso.
Il sottotitolo è più che chiarificatorio: quando gli albanesi eravamo noi. E già, perché fino a poco più di 50 (!) anni fa, cioè al tempo in cui i nostri nonni erano belli e forti e i nostri genitori erano da poco nati o lì lì per essere messi al mondo, c'erano ancora italiani che con il favore delle tenebre entravano di straforo in Francia attraverso il Piccolo San Bernardo, il famigerato "passo del Diavolo"... Quanti ne sono morti. E chi erano le loro "guide"? Persone che si facevano pagare fino a 6 volte il costo effettivo per arrivare in Francia? O che li traghettavano in condizioni disperate fino alle coste del New Jersey? Italiani.
Leggendo questo libro si inorridisce nello scoprire quel che gli italiani hanno fatto all'estero e quello che poi i paesi ospitanti hanno fatto agli emigranti italiani. Persone per la maggior parte analfabete, che a New York vivevano inscatolate in cinque isolati con più di venti persone per stanza (non ricorda i cinesi di oggi?)! L'estate si contavano tantissimi casi di cadute accidentali durante la notte, provocate per lo più dalla distrazione di persone arrampicate a qualche balcone o scala antincendio nel tentativo di trovare un poco di refrigerio.

E i linciaggi, quanti linciaggi. Sacco e Vanzetti fu la piccolissima punta di un iceberg gigante, un iceberg dove i dagoes (dagger, accoltellatore, in riferimento alla facilità con la quale gli emigrati italiani mettevano mano al coltello), i wops (without passport, ma anche la versione americanizzata di "guappo"), i greaseballs (palla di grasso o testa unta, in riferimento più allo sporco che alla brillantina) erano secondi solo ai "negri". E in alcuni casi anche primi...
Fra i diversi nomignoli (Vu' cumprà in confronto è un vezzeggiativo) ci sono anche cincali (da cinq! lanciato dagli italiani quando giocavano a morra), messerhelden (eroi del coltello) e maiser (polentone, nel senso di uomo di mais) in Svizzera.
Christos (dall'abitudine a bestemmiare) in Franciakatzelmacher (fabbrica cucchiai, nel senso di artigiano di poco conto ma anche fabbrica gattini, perché i nostri figliavano come gatti) in Germania. E in Australia se ne dicevano e se ne facevano di tutti i colori sugli e agli italiani. E in Argentina. E in Brasile...
Però...Sì, la maggior parte era gente operosa e volenterosa, ma nella massa apparivamo sporchi, ci adattavamo a qualsiasi lavoro, molti facevano i soldi presto (il giro della prostituzione era tutta in mano agli ebrei e agli italiani, ma i primi avevano anche le principali case di produzione a Hollywood, e quindi non se ne sa nulla di questa storia...) e, particolare non trascurabile, negli Usa il 48% dei carcerati per omicidio durante gli anni '20 erano italiani.

casa-emigranti-ny-int

Anche in patria non è che fossimo più bravi e di conseguenza trattati meglio dagli altri: la storia del Grand Tour spinta da Goethe, Schelling e compagnia non è del tutto spiegata bene. Le famiglie mandavano i figli sì ad ammirare le bellezze artistiche italiane, ma soprattutto a farli diventare uomini. Scusate, ma oggi i pischelli che vanno ad Amsterdam, bellissima città con canali e pittoresche case, cosa hanno in mente? Senza ipocrisia: coffeshop e peepshow. E così era nell'Ottocento l'Italia per gli stranieri. Lord Byron provò nel suo giro italiano una quantità incalcolabile di letti femminili e almeno 200 talami omosessuali! Non era l'unico: era la norma.
Perché scrivo ciò? Non certo per gettare altra benzina sul fuoco della paura dello straniero. tantomeno per suggerire di fare i buon samaritani e accogliere tutti indistintamente a braccia aperte.
La mia tesi è che tanti popoli prima di noi hanno dovuto affrontare la questione dell'immigrazione in massa di popolazioni più povere. E hanno sbagliato, soprattutto con noi. Occorre quindi documentarsi, non lasciarsi prendere dallo spavento ma cercare di affrontare con lucidità la questione. Ogni singolo caso va analizzato. Altrimenti alimenteremo solo il casino, perché non si può fermare l'immigrazione. Con il risultato di distogliere lo sguardo inorriditi, arrivare ai limiti della sopportazione e poi massacrare (nel senso fisico della parola, e i diversi casi in provincia fanno intendere che noi non ne siamo esenti) il primo che capita, sfogando tutta la rabbia repressa. E infine piangere su una tomba mentre altri 1000 passano alle nostre spalle. Ma a quel punto noi saremo troppo stanchi. Fino a quando la rabbia non monterà ancora...

 

postato da: fuji alle ore 13:21 | link | commenti (9)
categorie: libri
venerdì, 14 ottobre 2005

Angeli e Demoni

Come promesso precedentemente, ecco la mia personalissima recensione di "Angeli e Demoni", primo bestseller di Dan Brown ma uscito in Italia dopo il già da me trattato (stracciato) "Codice...". "Angeli e Demoni" è fatto sicuramente meglio del Codice; a mio avviso questo conferma la mia tesi di una stesura frettolosa del secondo data dalla necessità di rispettare scadenze editoriali e forse dalla buona idea di sfruttare la scia del primo. La musica insegna: se il secondo singolo è "più grosso" del primo, i milioni di copie sono garantiti...

Sì, è fatto meglio, ma fa lo stesso pena e noia. Anche qui alcuni passaggi e argute soluzioni agli enigmi sono forzati, ma quel che è peggio è che "Il Codice" e "A&D" hanno la stesso identico svolgimento. I due libri si aprono con il brutale assassinio di una persona importante da parte di un assassino sanguinario controllato e manipolato da un figura oscura, forse chiamata in entrambi i libri "maestro" (scusate, ma ho rimosso). La persona brutalmente uccisa è in "A&D" il padre adottivo e nel "Codice" il nonno-figura paterna di una eroina cazzuta che aiuta Robert Langdon, il protagonista, a risolvere (facilmente, a volte in modo imbarazzante) gli enigmi che si parano di fronte al loro cammino. In entrambi i libri il mentore e principale aiuto dei due eroi è in realtà il cattivo (spero di rovinarvi la sorpresa).

Se questo è molto grave nel secondo libro scritto ("Il Codice"), le trovate un pochino superiori di "A&D" sono rovinate da un combattimento nella fontana dei Quattro Fiumi del Bernini a piazza Navona, dove il protagonista NUOTA nella fontana. Per chi è di Roma o c'è stato almeno una volta: sapete che è una cavolata pazzesca, vero? Ma questo qui non c'è passato un attimo da queste parti? Come si fa a pensare di far nuotare sott'acqua una persona in una fontana che sarà profonda 60-70 centimetri? E il bello è che nel trambusto descritto nell'episodio (un combattimento e un cadavere gettato nella fontana) non si fa alcun accenno alla reazione di qualsiasi passante o forza dell'ordine. Roba che piazza Navona è sempre piena, anche alle quattro di notte. E il tutto si svolge alle undici di sera! Oh my goodness!!

Giudizio? Bocciati entrambi. Se volete passare qualche ora con la fiction, leggeteveli. Ma per favore non prendeteli per veritieri e per favore non fateli leggere ad altri (soprattutto se minori) con l'idea di regalare un poco di cultura...

Bòn!

postato da: fuji alle ore 01:20 | link | commenti (3)
categorie: libri
martedì, 11 ottobre 2005

Il Codice DaVinci

Codice Da VinciPer chi l'ha gia' letto in altre spiagge, rimando alla prossima recensione.

Bene, dopo "Il codice DaVinci" mi son letto, su prestito, il prequel: "Angeli e Demoni", autore Dan Brown, ed. Mondadori.
Sarò sincero: terribili. Comincio con il primo pubblicato in Italia (ma scritto dopo).
Il Codice mi ha notevolmente spiazzato con le sue forzature e anche fatto un po' arrabbiare per la furbizia dell'autore e dell'editore originale: immaginate, come poi vi sarà capitato, di entrare in libreria e trovare una intera parete coperta dal volto della Gioconda e la scritta "Il Codice DaVinci" in bella evidenza. Chi non ne sarebbe attratto? Peccato che tranne la primissima parte, che risulta quasi "staccata" dal resto nelle sue trovate enigmistiche (forse perche' riscritta per dare valore al titolo e alla copertina?), il libro tratta esclusivamente del Santo Graal (che palle! E basta con questa storia!).
Non tirate in ballo L'ultima cena: l'autore ci ricama su, ma l'ipotesi è fiacca. Volti femminei ed effemminati erano molto diffusi in quel tempo. Considerando poi alcune tendenze che molti artisti dell'epoca avevano (ivi compreso il Leonardo)... la moda era fatta.
Indubbiamente c'è una bella ricerca, soprattutto sul campo e sui testi. Ma la vicenda e gli intrecci a volte quasi annoiano. Si arriva alla fine perche' lo devi finire, perche' noi piccoli mortali siamo sempre attratti dagli enigmi (quanti tentativi di imitazione vanteremo?), ecc.
Pero' che noia.

Al prossimo blog "Angeli e Demoni", ambientato a Roma...

postato da: fuji alle ore 01:41 | link | commenti (3)
categorie: libri

Chi sono

Utente: fuji
Un punto di vista diverso. Sicuramente onesto... Nel tempo libero sono dottore in Lingue e Civiltà Orientali...


Dicono che il mio blog valga $2,258.16! Ma daaai...
Quanto vale il tuo?

Ultimi beats

utente anonimo in Angeli e Demoni
Grand Track's myspace Basta! Parlamento pulito

Vecchi beats

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---

I tag di Fuji

11/9
album
arte
bestitaly
csi
fantapolitica
film
giappone
giardini
haiku
ikea
kikuya
laurea
libri
mac
media
ny
pensiamo
rughe
simpson
teatro
volcano
892892

Sono cablato a

"Sbattezzarsi"
Barry Convex
Bea
Beppe Grillo
Bunny-chan
Code2
CorVeleno
Crazyraincloud
Giapponegiappone
Kasumi-todo
MetalCarterTruceBoys
News dal Giappone
NoyzNarcosTruceBoys
Padme new in Giappone
Padme old
Pinna

Featurings

Shots

Numero 001 Numero 001
Vedi altri media

Pad


Passaggi S.I.A.E.

scaricato illegalmente da *loading* persone che amano questa penna!